Gemellaggio con “La spada nella rocca”

Bellinzona
23-24 Maggio 2016

Nell’ambito dell’evento organizzato dall’associazione di Bellinzona “La Spada nella Rocca” il 23\24 Maggio u.s., associazione che da diversi anni partecipa amichevolmente alla Rievocazione Storica della Battaglia di Tornavento, con cui abbiamo avuto già occasione di collaborare: “Il Cammino delle Comende” in occasione del 900 Anniversario, da Loro organizzato nell’agosto del 2013 nel loro passaggio a Tornavento una delle tappe, del persorso da Bellinzona a Genova Prè dove insiste ancora oggi un “Ostello” di proprietà dei Cavalieri Ospitalieri, nel ripercorrere appunto, le strade che i Cavalieri percorrevano ,per imbarcarsi per la Terra Santa dove si combatteva per la conquista di Gerusalemme.

Quest’anno, grazie anche alla seconda partecipazione del gruppo storico Tercio de Saboya di tornavento, che rammento Ci affianca nell’organizzare la Rievocazione storica di Tornavento, alla loro Rievocazione si è voluto unire in una cerimonia ufficiale le due Associazioni. Al sabato sera alla fine della Rievocazione, a margine del “banchetto dell’Imperatore” alla presenza di Bertoni Franco presidente dei Cavalieri, Macchi Massimo vicepresidente, Fornara Angelo Socio, Franchini Carlo Maria, “Cecco” Pedrelli, l’Imperatore Renato Dotta, l’Imperatrice Federica Grassi, si sono scambiati i diplomi con lo scambio dei doni.

Scambio dei doni tra le confraternite
Scambio dei doni tra le confraternite

Al termine uno spettacolo magnifico ad opera del gruppo JAMPA TAMPE’

Spettacolo serale
Spettacolo serale

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LONATE POZZOLO, dove il volo è una promessa

Venerdì 9 Novembre 2012

Ex Monastero San Michele
Sala Ulisse Bosisio

Serata di prensentazione del libro di Alberto Grampa:
“LONATE POZZOLO…dove il volo è una Promessa”

Anni fa un altro libro: “Lonate Pozzolo… un tempo perduto” scritto da Ambrogio Milani, avente lo scopo di non perdere la memoria della faticosa, parsimoniosa ma onorevole esistenza che conducevano i nostri nonni , genitori , fra gli argomenti trattava anche le vicende legate al Campo della Promessa, prendendo lo spunto si realizzò un volumetto edito dal Comune di Lonate Pozzolo con l’associazione Clipper Amici dell’aviazione di Ferno, scritto a sei mani: Grampa, Apostolo e Sacchetti, altri storici aviatorii., ormai introvabile. “LONATE POZZOLO E L’AVIAZIONE”.

Sull’onda di interesse e curiosità della pubblicazione, con i dovuti permessi dell’Esercito, che aveva in carico il Campo adibito a esercitazione, si organizzò una visita, guidata da Milani Ambrogio per conto della biblioteca di Lonate Pozzolo,dove si poterono vedere gli ultimi reperti, ventilando l’idea di un suo futuro recupero.

In seguito a ciò, due ragazze laureande svilupparono una tesi di laurea dal titolo RECUPERO DI UNA EX AREA MILITARE NEL PARCO DEL TICINO. Supportate da Milani Ambrogio delegato dal Parco del Ticino,trattava l’argomento in tutta la sua ampiezza ed anche un progetto di recupero del sedime del Campo della Promessa.

Da questa visita, sorse il Comitato recupero Reperti Campo della Promessa, che si ripromise di recuperare tutto il possibile e sopratutto il cippo che fu posato in seguito alla visita del Vate Gabriele d’Annunzio, nel 1926, il quale lo rinominò Campo della promessa, e dettò l’epigrafe: AI MARTIRI INNOMINATI DELL’ALA INFRANTA, DOVE DALL’ETERNO SILENZIO FAN LA LORO GLORIA ETERNA”.

Recuperato e restaurato a cura dei Membri del Comitato fu riposizionato al Parco delle Rimembranze con una cerimonia molto partecipata e importante per la presenza di un picchetto d’onore dell’aeronautica, comandato dal Ten. Col. Michele Ciorra Comandante del 2° deposito dell’aeronautica di Gallarate, e il sorvolo di un idrovolante caproni 100 originale pilotato dal comandante Gerolamo Gavazzi, il rombo di quel vecchio motore lasciò nell’animo dei presenti una forte e indimenticabile emozione, con un annullo filatelico dell’avvenimento a sugellare l’avvenimento.

Devo dire che un altro cippo, da recuperare, è ancora all’interno del sedime, posato dagli “Aviatori della Brughiera”: i superstiti di un gruppo di piloti denominati “PICCHIATELLI” perché erano i piloti degli Stuka tedeschi, aerei da picchiate vertiginose, a ricordo dei compagni caduti.
Altro recupero fu il ritrovamento, la ricostruzione e la ricollocazione, sempre al parco delle Rimembranze del monumento al generale di Brigata Aerea Gianmario Beltrami, deceduto in seguito alla caduta col suo aereo, durante una esercitazione notturna, nei pressi del Campo con la partecipazione del figlio il prof. Beltrami , che per coincidenze fortunose, siamo riusciti a contattare e la cui presenza ha creato un momento di profonda commozione nei presenti, tanto che ha deciso di donare i cimeli del Padre, che dopo alterne vicende sono finalmente arrivati a Gallarate e esposti nel locale museo del 2° deposito dell’Aeronautica.

Anche in quella occasione sono stati stampate delle cartoline con annullo filatelico e che il Comitato Recupero Campo della Promessa ha deliberato di donare le copie rimaste ai Sostenitori che hanno aderito alla pubblicazione di questo libro.
Le due operazioni organizzate furono supportate dal Gruppo Alpini di Lonate Pozzolo, sempre disponibili e a loro onore bisogna sottolineare, in maniera disinteressata e quasi oscura.
Altri reperti, bombe da esercitazione, molti oggetti, recuperati pazientemente e anche costruzioni riportati alla luce, sono stati collocati e si possono vedere lungo la via Gaggio.
Col comandante De Salve Ria attuale presidente dell’associazione Clipper di Ferno, si è cercato di recuperare l’ultimo importante reperto ancora salvabile: La Rosa dei Venti.
Piazzuola di 35 metri di diametro, realizzata antecedentemente il “Ventennio”, dove venivano posizionati gli aerei per compensare al bussola, ancora oggi operazione incompiuta, ma non si perdono le speranze.

Durante questa serata, il nostro Sindaco Gelosa spronò Grampa a realizzare un libro più completo su tutto quanto è stato il Campo della Promessa.Alcuni spunti sono stati già stampati sul Tacuin da Lonà del 2009 ma finalmente questo è stato realizzato nella sua completezza oggi.
Dobbiamo ringraziare Alberto Grampa, per averCi regalato con questo volume, il piacere di ripercorrere la nostra Storia vissuta dai nostri genitori, nonni, amici e non, approvata o disapprovata, ma comunque reale da non dimenticare.
Mi piace ricordare questa frase:

UN POPOLO SENZA MEMORIA NON HA STORIA.

A dimostrazione che i progetti non nascono dal nulla e la loro realizzazione, sono frutto di perseveranza e convinzione negli ideali che ciascuno di Noi si prefigge, soprattutto quando si uniscono forze che operano con passione disinteressata, finalizzata solo al progetto.
Noi Cavalieri del Fiume Azzurro siamo orgogliosi di aver spronato e sostenuto questa pubblicazione, anche nella sua veste grafica, ma di questo dobbiamo ringraziare i privati, le associazioni e le Aziende che hanno aderito alla nostra richiesta di prenotazione.

L’amministrazione di Lonate Pozzolo nella persona dell’assessore Giancarlo Simontacchi e il suo staff nella collaborazione nell’organizzare questa serata.

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Intitolazione di una via padre Vincenzo Soldavini

Presentazione libro a Padre Vincenzo Soldavini

Farmacia intitolata a padre Vincenzo Soldavini”

All’Apostolo del Guruè, padre Vincenzo Soldavini,

 la Comunità lonatese orgogliosamente memore, questo parco dedica- 6 Aprile 2008”

 

La posa di questo cippo, nella piazzetta Sormani, a Lui intitolata, è stata effettuata il 6 Aprile 2008 alla presenza di autorità religiose, cittadine, del Vescovo emerito del Mozambico monsignor Tomè Makhwelika, battezzato e avviato al sacerdote proprio da padre Vincenzo.

Con la partecipazione dei Cavalieri del Fiume Azzurro, accompagnati da rappresentanti del gruppo storico Tercio de Saboya, che hanno voluto onorare la cerimonia.

Suggestiva e molto elegante il passaggio del corteo per le vie Lonate con al seguito una carrozza d’epoca con “ un tiro a quattro” del signor Martignoni.

Tale opera è stata ideata, perseguita, realizzata dagli allora presidenti dell’UNITRE Stefanina Mirata e dei Cavalieri del Fiume Azzurro Gianni de Tomasi.

Il sostegno della Nostra associazione è stato valido per la pubblicazione del libro “Padre Vincenzo, quarant’anni d’Africa” curato dal prof. Bertolli e arch. Jannello che hanno dettagliatamente illustrato la vita e le opere compiute dal nostro Concittadino in terra d’Africa in Mozambico, nella regione del Guruè.

Il ricavato della vendita e delle donazioni, consegnato al monsignor Tomè l’8 Ottobre 2009, in occasione della sua venuta a Lonate  è stato destinato alla realizzazione di una farmacia nel “Villaggio della speranza per i bambini di strada” a Nanpula; questa iniziativa va ad aggiungersi alle altre 35 opere (scuole,asili,chiese,cappelle,progetti di assistenza e di solidarietà) realizzate da padre Vincenzo.

 

 

P.s.

Alcune copie del libro sono ancora a disposizione di chi fosse interessato.  I Cavaliere del Fiume Azzurro sono pronti a raccogliere altre donazioni, il ricavato della vendita sarà destinato interamente al sostegno di iniziative sempre nel :

“Villaggio della speranza per i bambini di strada” a Nanpula; Auspicando che quanto fatto dia padre Vincenzo, non sia dimenticato”

 

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Gemellaggio col 102° a Ghedi

A volte il destino sta già scritto, si tratta di andare a scoprirlo  dove è riposto.

Abbiamo voluto inserire questa frase per spiegare questa piccola avventura:

dopo la presentazione del libro di Alberto Grampa “Lonate Pozzolo dove il volo è una promessa” leggendolo più attentamente abbiamo scoperto che un Gruppo  di Aviatori “denominati “Picchiatelli” per il fatto che avevano in dotazione lo Stuka tedesco, famoso per le sue picchiate verticali era stato costituito nel 1942 proprio qui al Campo della Promessa di Lonate Pozzolo. Questo reparto era temuto per le sue incursioni in molteplici operazioni importanti,

Fin qui niente di particolare, ma poi la memoria si è fatta avanti da alcune lettere ritrovate in un libro edito dal Comando dell’Aeronautica su questo Gruppo il 102°, che parlava della storia del reparto,è si è scoperto che i pochi piloti rimasti dalla fine della guerra, si erano ritrovati nel 1968 al Campo per una giornata di Memoria dei compagni caduti e avevano deposto una lapide in loro  onore,

Fatta una meticolosa ricerca, tramite il Colonnello Michele Ciorra, già Comandante del 2° Deposito dell’Aeronautica Militare di Gallarate si era arrivati alla scoperta che il reparto era tutt’ora attivo e aveva base all’aeroporto militare di Ghedi Bs.

Sempre con il supporto del colonnello  Ciorra abbiamo così organizzato un incontro per conoscere questo Gruppo, con Noi il presidente dell’associazione Clipper di Ferno e il figlio di un pilota di una squadriglia di aerei Fiat CR 42, contattato dopo la pubblicazione del libro del Grampa, che accompagnavano gli Stukas nelle missioni, difatti il punto debole di questi era quando dopo aver sganciato la boma dovevano risalire di quota erano molto lenti e quasi indifesi all’attacco dei caccia nemici.

Accolti alla base dal Colonello Costantini siamo stati accompagnati dal Comandante la base e successivamente, al loro rientro operativo dal Comandante il 102 °Gruppo ………che ci ha edotto su tutta la Storia passata e recente che non si conosceva.

Al termine scambiati i doni con le foto di rito, un volume recente della storia moderna abbiamo fatto ritorno, con la consapevolezza di aver aggiunto un tassello importante nella nostra Memoria Storica e che non mancherà l’occasione di valorizzare quanto abbiamo visto e soprattutto appreso..

“WALZER ,ragazzi.” Il grido, motto, coniato dal primo Comandante il Gruppo …………lanciato prima di ogni attacco dai piloti.

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Presentazione del libro “Libro Cristini”

Venerdì 27 Maggio 2011 nella sala Bosisio nel ex Monastero S.Michele a Lonate Pozzolo in collaborazione con il Tercio de Saboya Gruppo Storico Militare che ci supporta da vari anni nell’organizzazione sella Rievocazione storica della Battaglia di Tornavento e gli assessore alla Cultura  ing. ,Giancarlo Simontacchi e l’assessore alle Attività Produttive e Commercio signor Antonio Patera. Abbiamo presentato il libro “La Battaglia di Tornavento” scritto da Luca Stefano Cristini, giornalista- storico presente alla serata,  e Giuseppe Pogliani.

Cristini, con i suoi collaboratori : Mugnai, Pogliani,  ha già pubblicato due importanti  volumi  sulla “Guerra dei Trent’Anni” 1618-1648, edito da “ISOMEDIA” dove ha raggruppato tutte le cronache, stampe, dei Personaggi,   foto dei luoghi inerenti gli avvenimenti, che sono stati una tragedia per tutta l’Europa con conseguenze nefaste trascinate anche per decenni successivi.

La serata ha visto la partecipazione di un folto pubblico locale e non che ha ascoltato attentamente l’Autore Cristini nella sua esposizione dell’opera. Anche il Direttore del Parco del Ticino arch. Peia in rappresentanza del Presidente ha avuto parole di elogio per il volume.

Presente il professore Franco Bertolli , Cavaliere ad Honorem dell’Associazione,primo con Oltrona Visconti, ricercatore negli archivi arcivescovili di Milano e in altri, il quale ha dibattuto con l’Autore su quanto pubblicato.

Anche Ambrogio Milani, Cavaliere ad Honorem, ricercatore-storico.popolare, che tanto tempo ha dedicato  anche alla scoperta di reperti che sono stati esposti in sala, il quale ha posto una domanda,: “dove sono stati sepolti i migliaia di morti che sono rimasti sul campo”, visto che le varie fonti , a parte i feriti francesi che sono stati portati a Oleggio, non menzionano nessun luogo. A parte la salma del Gambacorta che la leggenda tramandata, lo pone nella chiesa di S.Eugenio a Tornavento, ma  non è stato accertato ancora.

La  domanda  è rimasta senza risposta da entrambi sia Cristini che Bertolli.

Il pregio di questa pubblicazione:

1- Descrive il  contesto prima e dopo  in cui è avvenuta questa Battaglia, dimostrando  l’importanza di carattere nazionale e di tutta la Guerra dei Trent’Anni in Europa.

2- riporta fonti originali da parte francese così dettagliate con tanto di nomi di comandanti e reggimenti francesi, Oltrona Visconti che ne raccomandava la ricerca presso gli archivi francesi , ne sarebbe stato entusiasta.

2-Una importante fotografia del dipinto del Marescialle Charles de Crequì, mai pubblicata fino a ora.

4-la divulgazione. Questo libro fa parte di una collana di pubblicazioni anche in lingua inglese, che spaziano finora, dall’esercito romano a Re Artù , dai Cavalieri medioevali, alla guerra civile americana, dai primi eserciti regolari italiani ai Volontari della guerra Civile spagnola insomma una serie di argomenti rigorosamente storici in cui la “Nostra” Battaglia di Tornavento assume un’importanza che va oltre i termini cui finora era stata confinata.

Al termine i convenevoli di rito con il dono di copia alle autorità.

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Scopritura della Nostra Piastrella sul Muretto di Alassio

Domenica 29 Settembre 2013

Da un’idea originale  e simpatica dei Cavalieri di Adelasia: l’amico Ettore Arposio : posizionare in un spazio apposito del famoso “muretto” le piastrelle rappresentanti i loghi delle Confraternite Enogastronomiche aderenti alla F.I.C.E.

In occasione del loro Terzo Gran Capitolo, una Delegazione di Cavalieri ha partecipato all’avvenimento che con grande solennità a inaugurato”la piastrella”.

Accolti molto signorilmente dalla Presidente Anna Maria Bagliani, con una abbondante colazione all’hotel Aida dopo le presentazioni di rito e scambio dei doni, accompagnati dall’orchestra jazz-band di Lello Lagorio che sulle note ha fatto anche ballare qualcuno degli astanti, abbiamo sfilato per il famoso “budello” tra la curiosità dei turisti e residenti, accompagnati dal Sindaco e l’assessore della Provincia siamo giunti sul luogo dove abbiamo scoperto la Nostra.

Al rientro gran aperitivo e pranzo degno dei Cavalieri di Adelasia, a seguire musica e balli, saluti e scambio di appuntamenti futuri.

Un sentito ringraziamento alla presidente Anna Maria Bagliani, e  all’amico Ettore per l’amicizia dimostrataci.

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Presentazione libro “Le donne nel Risorgimento”

Presentazione del libro  “Le Donne nel Risorgimento”

di Stefania Mirata e Alessandro Volpato

 

Nel quadro delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, I Cavalieri del Fiume Azzurro, Confraternita Culturale Enogastronomica di Lonate Pozzolo, sempre vicini alla valorizzazione della Storia, delle tradizioni  e, della cultura nella loro più ampia accezione, plaudono la caparbietà, passione, entusiasmo per la ricerca storica della Sig.na Stefania Mirata, appartenente al nostro Sodalizio, impegnata in questa nuova avventura editoriale.

Questa pubblicazione è un prezioso contributo alla conoscenza di un periodo cruciale per la nascente Unità della Nazione, visto attraverso le vicissitudini delle Donne nel Risorgimento, che alla stregua dei personaggi maschili più celebri hanno scritto pagine fondamentali per la storia del Nostro Paese.

Questa serata, organizzata con la  collaborazione degli Assessorati: alle Pari Opportunità signora Ausilio Angelino e della Cultura ing. Giancarlo Simontacchi, è stata organizzata per la presentazione del libro “Le Donne nel Risorgimento” ideato dalla signora Mirata Stefanina, Cavaliere  del Fiume Azzurro, con Alessandro Volpato  e la realizzazione grafica di Marco Cuccu, Cavaliere del Fiume Azzurro,  in concomitanza con l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Pensiamo sia un doveroso omaggio al sacrificio di queste Donne, non conosciute dalla maggior parte degli Italiani, ma che hanno sostenuto in vari modi con coraggio l’operato dei loro uomini, fino anche l’estremo sacrificio della vita.

La signora Mirata  sensibile alle problematiche sociali delle donne ha presenziato la serata,  raccogliendo applausi appassionati da entrambi i sessi, a significare la valenza dell’opera.

 

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Nascita della Protezioni Civile

La Nascita della Protezione Civile

serata illustrata

dall’On. Giuseppe Zamberletti

Padre Fondatore.

 

Nel quadro delle Celebrazioni per il 150° Anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia (Unità d’Italia) i Cavalieri del Fiume Azzurro, con la collaborazione del Gruppo Intercomunale della Protezione Civile di Lonate Pozzolo e Ferno e dell’Assessorato alla Cultura di Lonate Pozzolo, hanno dato vita a una interessantissima serata che ha visto come protagonista l’Ill.mo On. Giuseppe Zamberletti, Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Padre Fondatore della Protezione Civile. Nella Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di San Michele di via Dante, l’Assessore Alla Cultura Ing. Giancarlo Simontacchi, Il Sig. Sindaco Rag. Piergiulio Gelosa, la Prof.ssa Stefania Mirata e il Sig. Franco Bertoni, Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro,  Confraternita Culturale Enogastronomica di Tornavento hanno accolto l’On. Zamberletti alla presenza di un attento pubblico. Un minuto di silenzio è stato dedicato alle vittime della tragedia che ha colpito il Giappone negli scorsi giorni. Durante la serata è stato presentato “Se la Terra Trema” libro scritto dalla compianta giornalista Alma Pizzi, nel quale viene ripercorsa l’evoluzione della Protezione Civile, attraverso il racconto dall’Onorevole Zamberletti., edito da “IL SOLE “24 ORE”

Dopo una breve introduzione sulla sua straordinaria carriera, è stato incalzato dalle domande dell’Ing. Simontacchi, moderatore della serata. Un primo quesito esplicativo è stato quello su cosa fosse la Protezione Civile,  al quale il grintosissimo Onorevole ha ricordato che il primo responsabile di quella che sarebbe diventata l’organizzazione interforze è stato nel lontano 1951 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Raffaele Busacca, che il presidente Alcide De Gasperi nominò coordinatore delle operazioni di soccorso per l’alluvione nel Polesine.  In quel momento furono gettate le basi della figura del commissario, anche se non era ben descritta in una normativa. Il terremoto del 6 Maggio 1976 sconquassò tre province del Friuli-Venezia Giulia interessando Udine, Osoppo, Gemona, facendosi sentire fino a Gorizia, causando un migliaio di vittime. Quella tragedia  delineò la nomina di un commissario, portando all’improvvisazione della macchina della Protezione civile ad evento accaduto. Il 23 Novembre 1980 la terra dell’Irpinia si scosse, colpendo la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, provocando tremila morti.  Coloro i quali parteciparono alle operazioni di soccorso in queste due sciagure, come lo stesso Onorevole Zamberletti, posero all’attenzione della classe politica e all’opinione pubblica il quesito relativo alla Protezione civile, non come organizzazione che presiedesse il coordinamento dei soccorsi all’indomani di eventi calamitosi, bensì affrontasse le problematiche della previsione e della prevenzione delle catastrofi. Nel momento in cui le conseguenze non riescono ad essere evitate, le catastrofi evitabili sono quelle causate dall’operato dell’uomo; in questo caso la Protezione configura l’attività di soccorso. Lo scopo principale della Protezione civile è la coesione delle varie organizzazioni dello Stato o anche del privato sociale, come il volontariato, in qualità  di membra di un sistema. Tale amalgama ha ingenerato frizioni e polemiche tra vari compartimenti del Ministero dell’Interno, come i Vigili del Fuoco, poco propensi a vedere parificate alcune loro peculiarità/specificità professionali con i componenti volontari della Protezione Civile. Il problema della Protezione Civile è di non diventare un’entità distaccata bensì lo Stato Maggiore Generale, come se fosse quello della Difesa,  non come sola forza armata, ma come “cervello” delle forze in armi. Quindi la Protezione Civile deve sovraintendere tutte le amministrazioni dello Stato e non che si prefiggano di prevedere, prevenire e correre in aiuto. La marcia in più della Protezione Civile si basa nell’enfatizzazione del compito degli enti locali. Il Sindaco assolve il compito di Comandante in capo di ogni operazione a livello locale, annullando così il rischio di deresponsabilizzazione degli enti stessi. Alcuni componenti il pubblico presente in sala hanno esaltato l’interessamento dell’Onorevole Zamberletti alla causa lonatese, negli anni ’80, in cui la cittadina ha avuto grossi aiuti in termini di infrastrutture, portandola all’eccellenza in termini di qualità ed efficienza, utilizzando in un primo momento delle strutture poste nelle aree terremotate e successivamente utilizzate per venire incontro a realtà di disabilità sociale. La poliedricità della Protezione Civile è anche questa! La curiosità ingenerata dall’esperienza dell’Onorevole Zamberletti avrebbe fatto sì che la serata si sarebbe prodigata a lungo, ma l’ora tarda ha sancito il termine dell’intervento, con lo scambio degli omaggi tra i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, dei Cavalieri del Fiume Azzurro con il prestigioso ospite. La sorpresa da parte degli organizzatori è stata la mancata partecipazione da parte degli altri sodalizi “culturali” invitati alla serata, che hanno perso una ghiottissima occasione per conoscere una Pilastro Portante della Nostra Nazione, nel 150° della sua Nascita, vanto per l’Italia appunto, invidiato da tutto il mondo per la sua grande intuizione ed esempio.

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Presentazione del Libro “Brandelli di Ricordi”

Presentazione del Libro 

“Brandelli di Ricordi”

Una bambina nell’inferno di Cassino

Prof.Tecla Massarotti Longoni

4 Novembre 2010

La serata è stata organizzata con la collaborazione dell’assessore alla Cultura Ing.Giancarlo Simontacchi grazie all’interessamento di Stefanina Mirata, amica e collega dell’Autrice.

La notorietà dell’autrice, nativa di Gallarate , ma trasferitasi con la famiglia a Pietravairano dal padre istruttore A.M. ai primi bombardamenti su Milano, il paese che ha subito come Montecassino la distruzione totale, ha fatto modo che in sala ci fosse un pubblico attento e interessato alla presentazione perché l’avvincente racconto di episodi  vissuti in prima persona, hanno calato gli astanti nel clima che poteva avvolgere gli abitanti del paese sfollato di Pietravairano, vicinissimo a Montecassino.

Alla fine un caloroso applauso ha posto termine alla presentazione, ci riteniamo soddisfatti  del Nostro impegno nel far conoscere parte della Storia , cosidetta minore, ma che per Noi ha più importanza perché porta a conoscenza vicende vissute sulla propria pelle.

 

 

Una Bimba nell’Inferno del Fronte di Cassino – Tecla Massarotti Longoni – Macchione Editore

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Guardia Svizzera Pontificia

500 anni di Guardia Svizzera Pontificia

1506  –  2006

7 aprile – 4 maggio 2006 di Marcia Celebrativa 

Il 21 giugno 1505 Papa Giulio II chiese alla Confederazione Svizzera di inviargli una guardia del corpo di 200 uomini. Nell’ inverno del 1505-1506 i primi 150 uomini,al comando del capitano Kaspar von Silenen partendo dai territori nazionali di Lucerna e Zurigo, marciarono verso Roma, probabilmente attraversando il passo del San Gottardo malgrado i rigori dell’ inverno.

Il 22 gennaio 1506 entrarono a Roma attraverso Porta del popolo, dopo aver percorso il tratto italiano della via Francigena ed arrivarono davanti all’antica Basilica di San Pietro, dove il Papa li benedisse. Poi si recarono alle loro abitazioni e presero subito servizio. Esso consisteva nella custodia palatii, nella guardia al palazzo apostolico. Questo giorno è considerato il giorno di fondazione della Guardia Svizzera.

Cinquecento anni dopo il loro compito è rimasto identico, con la stessa uniforme multicolore e le armi di allora.

In occasione dell’anno giubilare un’ottantina di ex guardie svizzere sono partite il 7 aprile da Bellinzona dando così inizio alla marcia di 723 Km. che ha  raggiunto la Città Eterna il 4 maggio, giorno del giuramento delle nuove Guardie del Papa, svoltosi per la prima volta  in Piazza San Pietro. Il percorso sviluppatosi in 27 giornate di cammino è stato effettuato cercando di mantenere anche un’ atmosfera spirituale e religiosa; quest’ultimo aspetto è stato curato dal soldato – cappellano Don Pirmin Zinali e ripercorrendo sentieri lontani dai luoghi abitati, tranne per le tappe in località di rilevanza storica per le Guardie Pontificie.

L’ organizzazione e lo svolgimento, sono stati coordinati da Eugenio  Rüegger membro del comitato organizzativo

 “500 anni Guardia Svizzera“, che si è avvalso della collaborazione di un folto gruppo di ex guardie, di persone competenti nei campi della medicina e dalla logistica e dell’ assistenza del Corpo Forestale dello Stato,del M.A.S.C.I.

( Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani) e della Confraternita dei Romei della Via Francigena.

Sabato 8 aprile una folla numerosa ed alcune associazioni,  ha accolto calorosamente il corteo presso il

 Ponte di Oleggio nel piazzale del ristorante “c’era una volta“ che giungeva lungo il fiume Ticino preceduto dai

Cavalieri del Fiume Azzurro“, alcuni a cavallo e dal gruppo storico “ Saboya 6 “ in costume secentesco.

Giunti dinnanzi alle autorità locali che attendevano, spontaneamente si è creato un clima di festa e di gioia e dopo i discorsi di benvenuto fatti dal vicesindaco Giancarlo Simontacchi e dal Gran Maestro Angelo Fornara, in un piacevole fuori programma abbiamo ricevuto ,con uno spontaneo scambio di ricordi dell’avvenimento, anche un gagliardetto del corpo pontificio mentre a Rügger sono stati donati il nostro gagliardetto ed uno stemma associativo. Un momento conviviale ha concluso questa giornata così importante per la nostra comunità.

L’indomani, 9 aprile, dal medesimo punto ripartiva il corteo preceduto dai figuranti del Gruppo Saboya 6 per raggiungere , nei pressi della Castellana un pioppo nero secolare, dove ai suoi piedi è stata scoperta dal Sindaco e dal colonnello Alois Odermatt la targa a ricordo del passaggio delle Guardie Pontificie. Il Sindaco ha donato uno stemma del comune di Lonate Pozzolo ed il Gran Maestro dei Cavalieri del Fiume Azzurro le insegne della Confraternita impegnata nel diffondere la conoscenza del territorio, le tradizioni e la storia, non ultima quella della Battaglia di Tornavento.

Il discorso del Sindaco e la benedizione alla lapide da parte del Parroco Don Giuseppe Maggioni, che ha rivolto il saluto di tutta la comunità al Santo Padre, hanno concluso questo importante avvenimento storico che dovrà essere vivo nella storia e tramandato alle future generazioni.

Scroscianti applausi salutavano il passaggio del drappello elvetico, seguito da un mezzo del Corpo Forestale che portava un tiglio selvatico destinato ai giardini Vaticani , che proseguiva nello storico percorso verso la casa del successore di Pietro. A Lonate rimane , a testimonianza dell’ evento, la targa con il seguente testo:

 

1506 – 2006

populus nigra ( pioppo nero)

testimone della “ marcia celebrativa“

3^ tappa – Lonate Pozzolo

Km 54 – 9 aprile 2006

GusrdiaSvizz_Autorità, Guardie Svizzere, Saboya 3 GusrdiaSvizz_Foto di Gruppo GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-109 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-115 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-117 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-133 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-136 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-137 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-138 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-142 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-148 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-150 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-154 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-8-168 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-203 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-209 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-210 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-211 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-220 GusrdiaSvizz_guardie-svizzere-235 GusrdiaSvizz_Partenza GusrdiaSvizz_Associazioni e Saboya 3

Gemellati Dalla Storia

Gemellati dalla Storia_1Tramite il Cavaliere Ugo Sanguineti, abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del Colonnello Spagnolo Aime Coll, in quel periodo facente parte del  Contingente Iberico presente presso la Caserma di Solbiate Olona “Ugo Mara”, Sede del Comando N.R.D.C. della N.A.T.O,

Il destino volle che fosse amico del Generale Comandante il Reggimento Saboya n° 6 con sede a Badajoz nell’Estremadura in Spagna. Si scoprì che i precursori del Saboya n° 6 appartenevano al Tercio Saboya 3 presente alla Battaglia di Tornavento del 22 Giugno 1636.

Cogliendo l’occasione, chiedemmo la possibilità di reperire notizie negli archivi del reggimento. Messosi in contatto con il suo amico, produsse una voluminosa documentazione al riguardo.

A coronamento di tutta questa operazione, si decise di organizzare una serata, all’interno della quale effettuare la cerimonia di gemellaggio, scambia

ndoci le relative insegne.

 Scambio Crest dei Cavalieri del Fiume Azzurro e del RIMZ SABOYA N.6

Scambio Crest dei Cavalieri del Fiume Azzurro
e del RIMZ SABOYA N.6
 Foto di gruppo con i Cavalieri del Fiume Azzurro e il Col. Coll del RIMZ SABOYA N.6

Foto di gruppo con i Cavalieri del Fiume Azzurro
e il Col. Coll del RIMZ SABOYA N.6

Rinomina degli Scaricatori del Naviglio Grande da Tornavento a Nosate

 

Rinomina scaricatori e sfioratori

 

Il Naviglio Vecchio, il cui primo scavo iniziò nel 1177, proseguì nel 1256 , primo canale navigabile dell’Europa, inizia il suo percorso alla cosidetta “bocca di Pavia “ a Tornavento tramite una derivazione dal Ticino a Tornavento, frazione del comune di Lonate Pozzolo .

Questa derivazione è ottenuta tramite la “Paradella degli Spagnoli” , che consiste in una piattaforma inclinata di lastroni di serizzo, tenuti assieme tramite agganci in ferro piombati, così si usava nei tempi passati per legare tra loro i manufatti di pietra. Poi  lo “Sperone”sorta di spartiacque atto a sostenere l’impeto della corrente anche nei periodi di piena come  è capitato nel corso dei secoli ed anche in questi anni.  (Questi manufatti potete trovarli nei links del nostro sito)

Orbene, le acque derivate iniziando il loro percorso per arrivare a Milano, a seconda del livello del Ticino potevano anche aumentare in maniera pericolosa per Milano, difatti se il livello si alzava Milano poteva essere allagata, (il livello era controllato tramite un incaricato e il “Navigliometro” rimando al suo Link nd.a.) come si può ben immaginare, per questo sono stati creati questi “scaricatori e sfioratori”.

Gli scaricatori consistono in chiuse da aprire o chiudere manualmente tramite meccanismi a ingranaggi, gli “sfioratori” erano fissi l’acqua debordava automaticamente se aumentava.Ancora oggi si possono ammirare sulla sponda opposta dell’alzaia tra l’incile e Nosate.

Di competenza per la manutenzione è l’Enel, la quale aveva numerato questi manufatti  per questo abbiamo chiesto all’ente la possibilità di scrivere i nome Storici di ognuno di essi.

Riconosciuto il valore storico dell’iniziativa, abbiamo ottenuto il benestare, cosi abbiamo dato inizio all’operazione.

Il primo e meglio conservato “Il Raniero”, ne parliamo dettagliatamente nel link “Recupero Reperti”.

Il secondo “detto delle Ghiaie” o Marinone si trova nei pressi della Castellana, altro edificio storico, vi soggiornò il Duca de Crequì durante i giorni dell’invasione e della successiva Battaglia di Tornavento del Giugno 1636.

A seguire il ”Poras” 1709 uno dei Governatori spagnoli del Ducato di Milano.

Scaricatore “Ferdinando” anch’esso Governatore

Sfioratori ”Fagnano superiore e Inferiore” I Fagnano erano una famiglia nobile di Milano.

Sfioratore “Croce” famiglia di Notai di Lonate

Scaricatore “di Tinella”ai tempi faceva comune a sé, in luogo c’era un mulino importante, serviva a tutta la popolazione dei comuni vicinori, demolito nel 1903 per la costruzione del Nuovo Naviglio, che serve ancora oggi a portare acqua alla centrale idroelettrica di Turbigo detta il “Turbighetto”, eliminando il tratto Tornavento, Nosate.

Scaricatore di “Nosate” , ultimo prima di Turbigo.

Sfioratore Fagnano Superiore 2 Sfioratore Fagnano Superiore Sfioratore Ferdinando 2 Tratto di Fondo Acciottolato nuovi scaricatori 001 nuovi scaricatori 002 nuovi scaricatori 003 nuovi scaricatori 004 nuovi scaricatori 005 Ponte Turbigaccio Scaricatoio Rainerio 2 Scaricatore Croce 2 Scaricatore Croce Scaricatore di Nosate Scaricatore Ferdinando Scaricatore Nosate Scaricatore Poras Scaricatore Rainero Sfioratore Fagnano Inferiore 2 Sfioratore Fagnano Inferiore

 

 

Intitolazione di una sala al N.H. Giandomenico Oltrona Visconti

N. H. Giandomenico Oltrona Visconti
N. H. Giandomenico Oltrona Visconti

A Tornavento, sulla strada del Gaggio, che porta al Ticino, dal 1770 esiste un edificio adibito a Dogana del Regno Lombardo-Veneto.

La strada del Gaggio era la strada che portava in Piemonte fin dai tempi antichi. Giunti al fiume un traghetto a fune trasportava passanti, carri e carrozze all’altra sponda, che a quei tempi era il Regno di Sardegna, di quà il Regno Lombardo-Veneto  per l’appunto.

Questo edificio  dopo molti passaggi di proprietà è giunto all’Amministrazione del Consorzio Parco Lombardo del Ticino.

La Direzione ha così deciso di adibirlo a sezione staccata  del parco Nord , dopo i lavori di ristrutturazione ,  ha adibito le varie sale a: uffici, sale museali, ed espositive , proiezioni, ed altro.

Nel 2001,tramite l’allora Presidente del Parco Ticino arch. Luciano Saino , ci fu consentito, con la sensibilità del Vice Presidente Dott. Maggioni, di dedicare

la sala principale dell’ edificio al I° studioso della Battaglia di Tornavento, nonchè  Cavaliere ad Honorem : N.H. Gian Domenico Oltrona Visconti. Un pubblico riconoscimento ad un grande e modestissimo uomo , che tanto fece per riscoprire la Storia Locale, senza ricercare pubbliche benemerenze e che Ci ha onorato, ospitandoCi fin dal primo anno, nella sua Villa di S.Antonino per i Nostri Capitoli Annuali e per l’Investitura di Nuovi  Cavalieri.

In particolare fu Presidente della Società degli Studi Patrii di Gallarate  e stimato ricercatore presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano .

A Lui si deve la scoperta per primo ,dei manoscritti riguardanti la Battaglia di Tornavento,  in Spagna, oltre che in Francia.

La Targa affissa nella sala principale della Sede del Parco Ticino, presso la Dogana Austro - Ungarica
La Targa affissa nella sala principale della Sede del Parco Ticino, presso la Dogana Austro – Ungarica

Ippossidra: la Rinascita

Ippossidra: la Rinascita  “La Ferrovia di Barche da Tornavento a Sesto Calende”

Sull’onda dell’entusiasmo per il successo ottenuto per la presentazione del volume sull’IPPOSIDRA, già nella serata del 12 Ottobre 2002, abbiamo voluto concretizzare il progetto. Abbiamo proposto a tutti gli interessati: agli Autori,alle Amministrazioni Locali, al Parco del Ticino la dislocazione di  cinque teche d’ informazione, nei luoghi principali del tragitto.

Il direttore del Parco Ticino, Dottor Dario Furlanetto si era  impegnato nel procurare le teche e renderle fruibili  , il professor Ogliari nella stesura di testi e fotografie tratte dal suo libro, le Amministrazioni a concedere le autorizzazioni necessarie, Noi nell’organizzare la giornata

Detto, fatto!

Il 9 Febbraio 2003, nel 158 ° anniversario della prova di attiraglio (che è consistita nel trainare un carro e relativo barcone dalla darsena a Tornavento su per la salita fino al piano della brughiera, peraltro riuscita perfettamente) nei pressi dell’allora Darsena, al freddo invernale un folto pubblico ha assistito all’inaugurazione della prima teca.Spiegata la funzione del percorso e di quanto illustrato nei pannelli, a Somma Lombardo nei pressi del ponte sullo Strona e della stazione di cambio dei cavalli la seconda tappa. Si proseguì per i Gruppetti a Golasecca, dove fu possibile solo illustrare  come avvenisse allora la discesa, successivamente a Sesto Calende, in prossimità della confluenza del Rio Oneda , il Capolinea dell’Ipposidra dove era situato il manufatto col meccanismo di salita che si può vedere in fotografia sul libro, poi ultima sosta in piazza Guarana: la Piarda.Ma non è finita qui:In futuro ci sarà la creazione di un “MUSEO ALL’APERTO DELL’IPPOSIDRA” a Tornavento, che siamo in procinto di realizzare.

Carlo Cattaneo Ideatore del Progetto "Ipposidra"
Carlo Cattaneo
Ideatore del Progetto “Ipposidra”
Il Dott. Cillufo in prossimità di una Capannina
Il Dott. Cillufo in prossimità di una Capannina
Pubblico davanti alle “Capannine”
Pubblico davanti alle “Capannine”
Frontespizio dello Statuto
Frontespizio dello Statuto
Ambrogio Milani, Ricercatore locale,  illustra l’Ipposidra.
Ambrogio Milani, Ricercatore locale, illustra l’Ipposidra.
 Cartina con il percorso della Ferrovia delle Barche

Cartina con il percorso
della Ferrovia delle Barche
Il Prof. Ogliari e i Cavalieri del Fiume Azzurro
Il Prof. Ogliari e i Cavalieri del Fiume Azzurro

Libro a Padre Vincenzo Soldavini

Intitolazione di una via e la realizzazione di un libro a Padre Vincenzo Soldavini

Alcuni anni fa, il presidente dell’UNITRE di Lonate Pozzolo ,già Cavaliere del Fiume Azzurro, il presidente dell’associazione predetta, Gianni de Tomasi, per personale conoscenza proposero allora amministrazione la intitolazione, alla memoria,  di una via al concittadine :padre Vincenzo Soldavini, missionario dehoniano in Mozambico deceduto nel 2007 in terra d’Africa per malaria, dopo quarant’anni di lavoro cristiano in quelle zone.

Ebbene dopo le consuete problematiche burocratiche, non è  facile inserire un nome nuovo nella toponomastica, si coinvolge una moltitudine di competenze, l’amministrazione attuale, siamo nel 2007, autorizza questa intitolazione per un nuovo parco recentemente realizzato: la piazzetta Sormani alle spalle dell’omonima ex-filanda.

Ci mettiamo in contatto col professor Bertolli importante storico locale, ma non solo, che con la collaborazione dell’architetto Jannello, raccoglie testimonianze, documenti tramite i familiari del padre, concittadini lonatesi, archivi dehoniani,ordine ecclesiastico a cui apparteneva. Col voluminoso materiale riunito, si mise in contatto con Noi, che dopo alterne vicende, abbiamo potuto dare  alle stampe.

Nel frattempo si prepara il luogo dove verrà posato un cippo con targa commemorativa dell’intitolazione.

Siamo a questo punto nell’aprile 2008, riusciamo a organizzare, una giornata dedicata totalmente all’importante  cerimonia.

Nella sala  Civica Bosisio nell’ex-monastero S.Michele alla presenza dei familiari di padre Vincenzo del Sindaco Gelosa , dell’assessore alla Cultura De Novara, dei padri dehoniani, del parroco, professor Bertolli e architetto Jannello autori del libro, i Cavalieri del Fiume Azzurro, dei rappresentanti delle Confraternite: Magistero dei Bruscitti di Busti, Accademia della Costina di Coarezza, di Rho a Tavola, accompagnati dal gruppo storico Saboya al gran completo, oltre ad un numeroso pubblico, si è ripercorso la vita e le opere di padre Vincenzo Soldavini con le spiegazioni degli autori e degli ideatori dell’iniziativa.

 In corteo ci si è portati nel luogo della cerimonia ove è avvenuta la scopritura e la benedizione. Nuovamente tutti  in corteo per le vie cittadine,  a far da cornice l’elegante carrozza d’epoca col tiro a quattro cavalli del signor Martignoni che molto gentilmente si è offerto per l’occasione, per la S.Messa officiata congiuntamente dai prelati presenti.

Al termine per coronare la giornata al ristorante Bertoni si è tenuto il pranzo preparatoci per  l’occasione dove è avvenuto una consegna di targhe donate dai Cavalieri del fiume Azzurro ai convenuti.

Successivamente, con l’impegno della signora Mirata è stata effettuata la vendita ad offerte con l’impegno di dedicare il ricavato alla costruzione di una farmacia nel Guruè, la zona dove padre Vincenzo aveva dedicato la sua vita fino alla morte e dove è stato sepolto.

Presentazione volume “Dal Lago Maggiore a Milano”

“Dal Lago Maggiore a Milano”

Nell’estate 2002 , abbiamo avuto l’onore di fare la conoscenza del professore Francesco Ogliari, ideatore e fondatore del Museo dei trasporti di Ranco, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’ U.N.E.S.C.O., il quale aveva appena dato alle stampe il suddetto libro.

Questo volume tratta la storia in generale dei trasporti, come si può dedurre dal titolo, ma in particolare un capitolo il principale,parla di un progetto ideato da Carlo Cattaneo, sì quello delle 5 Giornate di Milano , che consisteva nel realizzare un tratto di ferrovia trainata da cavalli, da Tornavento a Sesto Calende, superando le famose “rabbie” del Fiume Azzurro, che data la forte pendenza erano molto pericolose e disagevoli, in caso di normalità: ma che si trasformavano in un ostacolo insuperabile in caso di piena o di siccità, arrecando un danno economico non indifferente a tutto il commercio che allora si svolgeva per via fluviale.

Trattandosi di un argomento così attinente il “Nostro Fiume “, non abbiamo potuto esimerci dall’ organizzare a Lonate Pozzolo la presentazione del  libro.

Il Professor Ogliari , nel contempo nominato  “Cavaliere ad Honorem “ed  il dottor Gaspare Cilluffo, coautore, il 12 Ottobre 2002, presenziarono alla serata, organizzata in collaborazione con l’assessore alla Cultura di Lonate Pozzolo, arch Giampaolo Livetti, nella sala polivalente del Monastero S. Michele.

Fu presentata anche la “Mostra dell’Ipposidra”, con i reperti  fotografici ed i  manoscritti originali che erano serviti per la stesura del capitolo, messi gentilmente a disposizione dal proprietario il C.F.A. Ambrogio Milani.

La serata non poteva riuscire in maniera migliore.

La nostra soddisfazione ha avuto un proseguo inaspettato: le autorità locali ed il Parco Lombardo del Ticino, ci hanno aiutato nel realizzare il percorso “dell’ Ipossidra”.

Ma questa è un’altra storia.

Il Progetto

Iniziato materialmente nel 1857 fu terminato  nel 1858. Il servizio ebbe il suo epilogo esattamente il 13 Ottobre di quell’ anno. Nel luogo dove attualmente esiste la centrale idroelettrica,a Cassinetta di Tornavento, v’era  una darsena  con relativi edifici adibiti a uffici, stalle e magazzini, dove i barconi, provenienti da Milano, tratti dal Naviglio Grande  venivano issati ancora in acqua su carri ferroviari, dopodiché tramite cavalli e aiutati da un argano, erano trainati in salita fino al piano della brughiera, giungendo nei pressi della Cava Maggia. Da lì proseguivano dolcemente  sul tratto pianeggiante fino a Somma Lombardo.

Alla periferia di Somma, iniziava la prima discesa. I carri scendevano la costa guidati da uomini che frenavano, i cavalli venivano issati  a bordo , giungendo al ponte dello Strona, costruito appositamente . Qui nei caseggiati tuttora esistenti c’erano le stalle con i  cavalli di cambio. Il viaggio proseguiva nella campagna fino a Golasecca, dove in Località Gruppetti, incominciava la seconda discesa. Lunga 400 metri questa era più impegnativa, con pendenza  del 122,50%.Qui il carro veniva agganciato ad un cavo d’acciaio di 850 metri, i cavalli nuovamente issati sul carro e mentre lo stesso scendeva frenando,trascinava verso l’alto, sul binario parallelo, un carro vuoto equipaggiato con adeguata zavorra.

In Località Mulini di mezzo, detti della Resica, per via di una segheria che funzionava con le acque del rio Oneda, i carri con le barche arrivavano su un terrapieno a venti metri di altezza dall’ acqua, di fianco alla stazione. Una piattaforma-ascensore lunga trenta metri munita di contrappesi, mossa da una ruota ad acqua, faceva scendere in Ticino il carro con la barca. La barca veniva liberata del sottostante carro e trainata con cavalli sino alla” piarda “di  Sesto Calende.

Il tempo impiegato per la risalita del fiume era così di quattro ore per una percorrenza di 17 Km.,mentre la risalita controcorrente di una -due settimane per 26 Km.

Nonostante questa realizzazione, alcuni anni più tardi entrò in funzione la ferrovia Sesto Calende -Milano e così la società dell’Ipposidra fallì e pian piano scomparvero anche i manufatti.

Fonte: “Dal Lago Maggiore a Milano – La “ferrovia di Barche” e i trasporti su acqua nel secolo XIX – Di F. Ogliari e G. Cilluffo Ed. Selecta Pavia.

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I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
I Cavalieri del Fiume Azzurro e il Prof. Ogliari presso la Sala “Ulisse Bosisio” del Monastero di S. Michele a Lonate Pozzolo
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Investitura a Cavaliere del Fiume Azzurro del Prof. Ogliari
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio
Il Prof. Ogliari con alcuni componenti il Sodalizio

Strada Provinciale Tornavento

Somma Lombardo  “della Battaglia di Tornavento”

Correva l’anno 2000, l’allora assessore alla Viabilità della Provincia di Varese Modesto Verderio, già Cavaliere ad Honorem , decise che tutte le strade provinciali avessero un nome di provenienza storica filologicamente  accertato .

La provinciale che da Tornavento  conduce a Somma Lombardo fu così denominata:

“Della Battaglia di Tornavento”

Il fatto storicamente accertato è l’episodio accaduto il 22 Giugno 1636 nella brughiera nelle vicinanze dell’attuale aeroporto di Malpensa, attraversata appunto dalla Provinciale.

Durante la conferenza stampa tenuta dal Presidente Massimo Ferrario, eravamo presenti in costume d’epoca a testimoniare l’importanza di questo   fatto  d’arme ,dimenticato dai libri di storia.

strada1 strada2strada3

Posa della Lapide alla Cà della Camera

L’idea nacque durante una visita a Milano nel Novembre 1997, invitati dalla Curia Milanese per i festeggiamenti della nomina di S. Ambrogio a Vescovo di Milano. Eravamo presenti nel Palazzo dell’ A.P.T. del Milanese proprio di fronte al Duomo di Milano, alla presenza di autorità civili e religiose della città.

Terminati gli interventi degli oratori, qualcuno di noi intervenne,precisando che : Tutto il Duomo di Milano è passato da Tornavento, difatti il Naviglio Grande fu ricavato dal Ticino, chissà perché a Tornavento. Ne studiò la fattibilità  quel genio che fu Leonardo da Vinci.

Qualcuno dei presenti fece una promessa: procureremo una lastra di marmo di Candoglia, scolpiremo la Storia dall’inizio del Naviglio e la poseremo alla Cà della Camera.

“Detto e fatto!!”

2 Novembre 1998

Cà della Camera, alla presenza di Autorità Religiose e Civili,  scolari con i loro insegnanti, si scopre la lapide con scolpite   queste parole:

Con l’ultima scritta abbiamo ricordato anche S.CARLO, che proveniente da Arona , secondo la tradizione si fermò in preghiera nel luogo ove esiste un Oratorio dedicato alla S.Vergine, che i barcaioli avevano eletto a loro Protettrice nel periglioso viaggio  verso il Lago Maggiore, considerato che il tratto peggiore del Ticino era da Tornavento  fino a Sesto Calende.

L’Oratorio fu spazzato via dalla piena del 1600, è rimasta sola la campanella tutt’ora visibile sul tetto dell’edificio della Cà della Camera, vene suonata a martello una volta all’anno in occasione della notturna  Caminàa da l’ulia” a Dicembre, organizzata dal ricercatore locale Ambrogio Milani.

 

Scoprimento Lapide della Cà della Camera
Scoprimento Lapide della Cà della Camera
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Cortile della Cà della Camera
Cortile della Cà della Camera
Cà della Camera
Cà della Camera
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio
Campanella posta sulla sommità della Cà della Camera, appartenente all’Oratorio di S. Antonio
Arrivo dei Barcaioli
Arrivo dei Barcaioli